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Che Messaggi Subliminali Contiene il Nuovo Spot Mellin?

Dal momento in cui ho visto quello spot per la prima volta ho capito che c’era qualcosa di “estremamente sbagliato”, sapevo che doveva contenere dei messaggi subliminali.

Sto parlando del nuovo spot della Mellin per il suo latte “Crescita”. Si tratta di un latte in polvere che dovrebbe essere destinato ai bambini di età superiore ad 1 anno.

Cosa dice la legge:

“Art. 10 – La pubblicita’ degli alimenti per lattanti è vietata in qualunque modo, in qualunque forma e attraverso qualsiasi canale, compresi gli ospedali, i consultori familiari, gli asili nido, gli studi medici, nonche’ convegni, congressi, stand ed esposizioni.

E inoltre:

Disposizioni concernenti la pubblicità e la vendita degli alimenti per lattanti:

d) contrastare ogni forma di pubblicità occulta e di comportamenti ostativi alla pratica dell’allattamento materno

(Link alla gazzetta ufficiale)

Come vedrai, questa pubblicità contiene numerosi messaggi subliminali, ma sarai tu stesso a giudicare.

Innanzitutto ti lascio guardare lo spot, clicca su questa immagine (in alternativa clicca qui):

Che te ne pare a primo impatto? Molti dei potenziali clienti, fan della pagina Mellin, che hanno commentato sotto il video non l’hanno presa bene.

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Ma perché queste mamme, pur non avendo studiato psicologia o persuasione, hanno reagito così male allo spot? Probabilmente anche loro inconsciamente hanno letto il messaggio che adesso scoprirai in questo articolo.

Mi chiamo Marcello Marchese, sono esperto di Persuasione e una delle cose di cui vado più fiero è aver raccolto in un gruppo riservato, La Cerchia Dei Persuasori, alcune delle persone più preparate e appassionate di Persuasione.

All’interno fra le altre cose discutiamo delle pubblicità per capire che tecniche utilizzano e se sono efficaci.

È stato Piero Feltrinelli a portare per primo l’attenzione su questo strano e “odioso” spot. Le ipotesi che si sono sviluppate nella Cerchia sono state molte e alcune veramente profonde ed interessanti.

Ma cominciamo ad analizzare cos’ha di strano e quali frasi sembrano comunicare qualcosa “in più” di ciò che dicono.

#1 – la Mamma Rimbambita e Come Ti Ingigantisco il Problema

mammaIl modo in cui parla la mamma, il modo in cui sorride…tutto sembra fatto apposta per far risvegliare il bambino che c’è in noi.

La mamma sembra confusissima: il primo bagnetto, la temperatura sbagliata, metti, fai, disfa…Si cerca di ingigantire il problema.

Come ho spiegato nell’articolo Perché devi mandare in TILT il cervello del cliente per vendere un prodotto devi prima scatenare un’emozione e in particolare devi ingigantire l’emozione connessa al problema che vuoi risolvere.

Solamente dopo puoi proporre il tuo prodotto come soluzione (prima non avrebbe senso, perché il potenziale cliente si è già creato uno “scudo interno” con le motivazioni del perché non dovrebbe comprarlo.

#2 – Tranquillo, C’è “La Grande Guida”

barattoloDopo aver agitato il problema per bene e aver fatto confondere la neo-mamma ecco la soluzione: la Grande Guida.

Quand’è stata l’ultima volta che hai chiamato un barattolo con questo nome? Questa denominazione conferisce importanza, quasi come se si trattasse della Bibbia o del Santo Graal.

Con questo barattolo ho trovato la tranquillità.

Ma non te lo consiglia Mellin, te lo consiglia il tuo istinto di mamma (sappiamo benissimo che quello non si sbaglia, se poi è aiutato dai messaggi subliminali dello spot a scegliere…).

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#3 – Latte e Google Chrome

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Roberto Anelli si accorge di un particolare importante: confrontando il logo del PreciNutri con quello di Google Chrome, si nota una chiara somiglianza. Google Chrome è famoso per la sua sicurezza e stabilità ed è quello che si vuole associare al loro prodotto.

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Il logo Preci Nutri

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Il logo del navigatore Google Chrome

Ad un primo impatto sembra che la pubblicità non stia realmente vendendo “latte in polvere” ma la tranquillità di sapere esattamente cosa dare al proprio bambino, per le neo-mamme che ovviamente si sentono confuse in un periodo difficile.

…A Chi è Veramente Rivolto Questo Spot?

Ad un certo punto arriva l’utente Piero Dodaro con la sua versione della storia:

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Tutto il messaggio iniziale è la costruzione di un ponte temporale al fine di far utilizzare questo latte crescita molto prima delle raccomandazioni pediatriche vigenti che consigliano sempre il latte materno (gratis).

Le case produttrici infatti hanno l’obbligo di riportare tale informazione per legge,infatti possiamo leggere nella pubblicità i sottotitoli:

  1. il latte materno è l’alimento ideale e va favorito,fino a quando è possibile,anche DOPO l’anno
  2. il latte crescita è indicato DOPO l’anno,sentito il parere del pediatra.

Sappiamo tutti che, anche per via di questa crisi, si sta accorciando il tempo dello svezzamento e quindi ciò ha ripercussioni proprio su chi produce latte in polvere per bambini. Si tenta quindi di venderli prima dell’anno di vita in cui è indispensabile.

Michela afferma “diventi mamma dal primo momento in cui lo scopri”.

Che senso ha questa frase? Sappiamo tutti che si diventa mamme quando hai partorito.

“Il PRIMO bagnetto, la temperatura sbagliata, metti, fai, disfa” è evidente: non si sta rivolgendo a mamme con bambini di 15 mesi come la sua Amelie ma alle neo-mamme di pochi giorni che sono impacciate ( in particolare per presupposizione a quelle che hanno avuto un figlio per la prima volta che non hanno ancora optato a quali prodotti affidarsi in questa avventura,quindi senza esperienze di scelta).

Poi come afferma Marcello, arriva la grande guida (l’istinto materno che ti indica la via per la tranquillità): questo barattolo con tanto di ancora sensoriale creata sbattendo il braccio.

Insomma nell’inizio si vuole far passare l’idea che è meglio sostituire da subito il latte materno con il Mellin che dà tranquillità sulla crescita perchè più completo sotto il profilo nutrizionale con precinutri.

A confermare questa tesi ecco altre prove:

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Una Storia all’Interno Dello Spot?

Poi, come ancora fa notare Piero Dodaro, se analizziamo il video come se fosse una storia ci accorgiamo di un messaggio ancora più profondo.

Quali sono le preoccupazioni di una neo-mamma? (ormai abbiamo capito che lo spot è segretamente rivolto a loro)

  1. Che il bambino cresca bene
  2. Che il bambino si realizzi, diventi qualcuno

La Fecondazione

Il video comincia con la fecondazione e poi la nascita: “Diventi mamma dal primo momento in cui lo scopri” (di essere incinta).  In questo momento si vede un’ape che, guarda un po’, ha la forma di un feto.

Messaggi subliminali

La Nascita

Nonostante la scritta in sovrimpressione dica chiaramente che Amelie ha “15 mesi”, ciò si cerca di comunicare tramite il video è un altro messaggio, perché la bambina prende una foto di lei lattante.

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La Promessa

Mentre vengono pronunciate parole come “La Grande Guida”, la bambina gioca con un giocattolo che sembra indossare come una corona. Anche in questo caso ottima intuizione di Piero: “Diventerà una regina? Crescerà come mamma visto che la corona ha lo stesso colore del suo vestito?”

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La Crescita e il Ballo Tribale

Dopo la “Grande Guida” parte quella che sembra una danza tribale, come una di quelle usate per festeggiare il passaggio all’età adulta. La mamma punta le braccia verso l’alto: che voglia comunicare la crescita di Amelie? D’altronde ormai le arriva praticamente alle spalle…

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 Il Risultato Finale

Alla fine vediamo il risultato: Amelie sembra enorme. Che sia stato tutto il Mellin che le hanno dato? Sembrano proprio dei messaggi subliminali per comunicare che crescerà velocemente. Alla fine Mellin diventa quasi un componente della famiglia: “Mellin fa parte…della nostra casa”.

La lunga pausa dopo “fa parte” concede quel momento di imbarazzo che il cervello riempie automaticamente con …di noi, di me o della nostra famiglia.

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Altre Stranezze e Sotterfugi

Non viene Mai Menzionata la Parola “Latte in Polvere”

Ci hai fatto caso? Stanno vendendo latte in polvere ma non lo chiamano mai per nome per l’intero spot. Il motivo? A questa parola sono associate troppe emozioni negative, leggi, divieti, pericoli…e menzionarla significherebbe allontanare la mamma dal prodotto.

La Scritta “da 1 ANNO”

Sulla confezione del latte c’è scritto “da 1 ANNO” ma il “da” è così piccolo da essere quasi illeggibile. A primo impatto la mente registra “1 ANNO” e questa scritta associata allo sfondo verde potrebbe far confondere e far pensare a “fino ad un anno”.

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La Trasformazione: Da Latte a Mellin

Come sottolinea Emanuele Di Rocco, alla fine del video vediamo un forte messaggio visivo: alla bottiglia di latte comune vengono aggiunte ferro, vitamine e proteine (come a comunicare che non ce ne sono abbastanza), dopo questa aggiunta la bottiglia si trasforma nella confezione del prodotto.


latte

 Perché Questo Articolo

La mia passione è insegnare e svelare la Persuasione. In questo caso, grazie alla collaborazione dei Persuasori della Cerchia siamo riusciti a svelare una gran parte dei messaggi subliminali di questo spot. Adesso ti chiedo due cose:

Prima cosa: 

– Se pensi che questo articolo stia aggirando le regolamentazioni in materia pubblicitaria e sia, come ti ho mostrato, rivolto alle mamme con lattanti e utilizzi messaggi subliminali

-Se pensi che bisogna applicare il decreto del Ministero della Salute che invita a “contrastare ogni forma di pubblicità occulta e di comportamenti ostativi alla pratica dell’allattamento materno”

..Allora ti invito a condividere questo articolo con i tuoi amici e con tutte le mamme.

Seconda cosa:

Ti invito a partecipare lasciando un commento in questa pagina per dire la tua sulla nostra interpretazione o se hai trovato altri “messaggi nascosti”. Se vuoi approfondire richiedi l’accesso alla Cerchia Dei Persuasori.

Alla prossima,

Marcello

60 commenti

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  • Martina

    Io lo chiamo marketing, banalmente. Che si sa che studia come farti entrare in testa una cosa senza che tu te ne accorga. Questi poi si distinguono da decenni, tutta la categoria, e Mellin da un bel po’ si distingue per le zozzerie: Vi ricordate le mie considerazioni sui “mille giorni” del precedente tormentone? Talmente fatto ad arte da essere creduto un “ravvedimento” da parte di un sacco di neomamme…
    Cm sono contenta che non siamo più solo noi “addetti ai lavori” che ci occupiamo di promozione e protezione dell’allattamento a svelare le nefandezze dei produttori di formula. Hanno iniziato a mettere in dubbio il valore del latte materno 100 anni fa e sono talmente riusciti nell’intento che ora ci tocca difenderlo come una specie in via di estinzione.

    • Marcello Marchese

      Ciao Martina, benvenuta, non ricordo le tue considerazioni sui “1000 giorni” puoi spiegarci meglio?

      • Martina

        Ciao Marcello grazie :).
        Non ci conosciamo, io sono IBCLC cioè Consulente professionale in allattamento materno oltre ad essere stata volontaria per molti anni, e mamma allattante :).
        Quindi conosco bene la materia da più punti di vista da 21 anni a questa parte.
        La pubblicità 1000 giorni anche era parecchio infida. Ora dovrei andare a recuperare i post nei gruppi di mamme dove le avevo fatto le pulci… ma la cosa in particolare che ricordo bene è proprio perché mai abbiano scelto la definizione ” 1000 giorni”.
        1000 giorni non è tre anni, dato che ogni anno è 365 giorni. E cmq nel parlare ‘normale’ nessuno definisce più anni in numero di giorni ma al massimo in mesi. Chi mai parlando dice z esempio 700 giorni per indicare 2 anni?? Perché allora usare una definizione così poco intuitiva? Dal punto di vista del marketing sembra un paradosso in quanto uno spot vuole essere facile da memorizzare. Ebbene parlando con le mamme ho scoperto che spesso alla prima visione alla mamma “resta” mentalmente il numero “1”, quindi pensa ” 1 anno”. Solo dopo riflette e si rende conto che sono quasi 3 anni. Ma intanto c’è stata una memorizzazione: 1, il primo numero. quello da cui si inizia. … il latte di crescita si rivolge alla fascia di età dal 1° compleanno in poi. Ma se parliamo di 1000 giorni, più di un terzo di questi 1000 giorni sono quelli del 1° anno. Quihdi dal primo giorno di vota. Il giorno 1. Giorni per i quali il latte in formula indicato non è il latte di crescita. Ma la legge vieta di pubblicizzare il latte 1. Quindi è evidente che usano un concetto poco intuitivo per bypassare la legge e arrivare a tutta la potenziale clientela. Anche quella con neonati.
        Questo viene fatto in molto modi, per esempio come notato da altri lettori dai bambini che evidentemente non hanno l’età dichiarata, dal packaging identico per tutti i tipi di latte, ecc
        Se non erro poi nello stesso spot c’era la frase standard (obbligatoria per legge e non perché siano tanto buoni) che ribadisce l’importanza del latte marzo, seguita dalla frase “se però il tuo latte manca”, cosa che generalmente assilla le mamme nei primi giorni o settimane, non certo a un anno e passa. Le poche che arrivano a un anno (davvero poche) per buona parte ormai sanno che il latte non va via x magia nera.

        • Marcello Marchese

          Bella questa Martina. Qui ho trovato lo spot:
          https://www.youtube.com/watch?v=E1qOdcyIyT8

          Tra l’altro ci tengono molto a precisare che il loro latte il polvere è molto più nutriente ma poi in piccolo sono costretti a precisare che”il confronto è effettuato con latte vaccino”.

          • Martina

            eccola qui, l’altra schifezza 🙂
            oggi devo mandare il mio articolo :), ma se ci tieni prometto che quando ho un buco lo rivedo e aggiungo qualche chicca 😉

          • Daniele Mariotto

            Marcello, trovi il video dello spot che parli nell’articolo? Non è più disponibile

        • chiaretta

          Ciao martina, ho letto i tuoi commenti e vedo che sei consulente in allattamento, potrei contattarti per farti una domanda personale, alla quale i medici rispondono in mille modi diversi? avrei bisogno di una risposta il piu possibile univoca. se vuoi puoi conttatarmi su [email protected] o dirmi i tuoi contatti. E grazie Marcello Marchese, l’articolo è davvero interessante!!!

  • chiara

    Quando ho visto questo spot non mi è piaciuto da subito, in maniera istintiva, leggendo l’articolo ho capito il perché. Condivido in pieno l’interpretazione. Trovo qualcosa di strano anche nella voce narrante, così roca e a cantilena, inusuale per uno spot. Ha un significato particolate.?

    • Marcello Marchese

      Ciao Chiara, intendi la voce finale? È una voce autorevole, come se parlasse un medico che ti consiglia la giusta cura per il bambino.

  • Oriana

    Io penso che questa pubblicità tratti le madri da stupide? Io non trovo la tranquillità in un barattolo di latte in polvere della Mellin, ma nell’allattamento al seno che ho sempre a disposizione per mio figlio. La Mellin deve essere denunciata per pubblicità fuorilegge, tendenziosa e offensiva dell’intelligenza e delle competenze materne delle donne.

  • Marghe

    non vedo la tv e quindi neppure gli spot……, ma guardandolo ora concordo pienamente con la tua attenta e precisa analisi …….la mellin è proprio fetente ……e io che demonizzavo la nestlè…..l’allattamento al seno è di vitale importanza sia per il neonato sia per la madre e questo spot è davvero terribile …..

  • Francesca

    Non sono d’accordo quando dici che si diventa mamme quando si partorisce. Una donna si sente che la vita cambierà quando vede il positivo nel suo test di gravidanza…e nei 9 mesi sviluppa il suo senso materno…!per quanto riguarda la pubblicità…dovevano essere chiari nel dire che sono x le mamme che non hanno più il loro latte… Perché non nascondiamo il fatto che ci sono donne che non riescono purtroppo allattare…. Ma questo non significa essere cattive madri…e lo dice una mamma che sta ancora allattando la sua bambina di 8 mesi

  • Sonia

    Ho letto molti articoli sull’argomento, perhè ne sto scrivendo uno a mia volta, e mi fa strano che nessuno sembra aver notato che la mamma è un po’ vecchia. Insomma dalla pubblicità si evince che quello sia il suo primo figlio, e sinceramente non le darei meno di 37 anni. Anche questo ha un significato? (a parte quello ovvio dell’innalzamento dell’età in cui si decide di avere un figli, per vari e ovvi motivi)

    • carmen

      È stata una delle prime cose che ho notatoanche io…non è un caso secondo me! Il target a cui si riferisce lo spot è proprio quello! Mamme anagraficamente più in là con l’età, magari lavoratrici, statisticamente più inclini a non allattare!!!

  • lisatau

    Volevo riportare l’effetto del marketing dei primi mille giorni. Parlando con una ragazza che conosco mi sono convinta che questa pubblicità abbia convinto molte che un bambino di meno di tre anni è incapace di assumere latte diverso da quello materno. Ecco che viene in aiuto il latte crescita che è la cosa più simile al latte materno e ti toglie dalla noia di allattare un torellino ma sensa sentirti in colpa perché hai smesso. Ecco giocano sui sensi di colpa della mamma. Come in questo spot. Una grande preoccupazione è che il proprio figlio non cresca abbastanza, sento molte madri che si lamentano che il bambino non ne vuole sentire di cibi solidi. Perché assillarsi? Anche se non mangia c’è il latte crescita che gli da tutti i nutrienti necessari, perché in questa pubblicità non viene nemmeno considerato che un bambino di 15 mesi mangia di tutto. Come conseguenza, mamma sei tranquilla. Ho avvertito mamme della composizione del latte crescita (c’è siero di latte, zucchero, olio vegetale e vanillina) e la riposta è stata: “meglio non sapere di cosa è composto…. (O_O) Me lo ha detto il medico di usarlo”. Il risultato del marketing sui medici ha fatto sì che ora molte mamme che vogliono smettere di allattare per passare dal LM al latte vaccino passano per un periodo di latte crescita (avveniva dieci anni fa?)

  • Chiara

    Boh..io ho letto tutto. Ma si sa che le pubblicità sono fatte per persuadere e far acquistare.
    Non vedo proprio cosa sia questo cercare il pelo nell’uovo con quest”analisi.

    • Marcello Marchese

      Ciao Chiara. Ti spiego il pelo nell’uovo:

      1) La passione nel “smascherare” le tecniche
      2) Cosa più importante, far capire alla gente che questa pubblicità sembra essere destinata alle neo-mamme (cosa vietata dalla legge). Non mi sembra una cosa da poco.

      • Chiara

        Ma benvenute anke le pubblicità x le neo mammme! Ci vogliono!!
        Ripeto per me è’ un analisi come tante altre solo per cercare il pelo nell’uovo!

        • andrea

          @Chiara, in che modo trovi che quella pubblicità sia utile per una neomamma, considerando poi che (IN TEORIA) NON è indirizzata affatto alle neomamme?
          Quanto dici prova esattamente il mio assunto che questa pubblicità solo apparentemente è diretta verso chi ha bambini grandi, mentre invece ha in mente un target ben più ampio.

      • Alessandro

        Buongiorno,

        ho letto con attenzione l’articolo, per la mia curiosità su queste “tecniche ivestigative” (al 99% sono sicuro che sia sbagliato chiamarle così, ma ammetto ignoranza in materia) nell’analisi dei linguaggi di comunicazione.
        Una cosa, però, non mi è chiara: nello spot fanno chiaramente riferimento all’età della bambina (“madre di Amelie, 15 mesi”). Questo non indica in modo univoco che comunque il latte in polvere in questione è destinato ai bimbi con più di un anno, contando che come ha fatto notare lei, la scritta “da 1 anno” che compare sulla scatola, è comunque inquadrata? Grato per una sua risposta, la saluto cordialmente

        • Marcello Marchese

          Ciao Alessandro, per legge devono specificare l’età della bambina, poi con le tecniche che ho descritto invece sembrano voler “sorpassare” in maniera subdola questo limite.

    • Andrea

      Il problema è che per come la vedo io la pubblicità è illegale.
      Non è diversa dall’incitare tramite una pubblicità il fumo.

  • Andrea

    Ho letto con interesse questo articolo e sono d’accordo su tutto, tranne che su un punto.

    A un certo punto dici (o citi… non mi è chiaro): “Tutto il messaggio iniziale è la costruzione di un ponte temporale al fine di far utilizzare questo latte crescita molto prima delle raccomandazioni pediatriche vigenti che consigliano sempre il latte materno (gratis).”

    Per me l’oggetto che viene pubblicizzato non è affatto il latte di proseguimento (o di crescita a seconda dello spot che guardate), ma invece il latte 1, ovvero quello da utilizzare dalla nascita, o meglio viene pubblicizzato l’atto dell’allattamento artificiale nel tentativo di normalizzarlo (ulteriormente) e di renderlo non solo (ulteriormente) socialmente accettabile, ma come la norma.
    Ne ho già parlato qui:
    http://www.autosvezzamento.it/pubblicita-istinto-di-mamma/
    e ne parlerà anche domani in un’altro post che riporta le conclusione citate da questo articolo appena uscito:
    http://adc.bmj.com/content/early/2014/12/22/archdischild-2014-306996.short

    In breve, per me il latte 2 (o 3) è semplicemente la scusa (legale) utilizzata per pubblicizzare qualcosa che che non si può pubblicizzare. Un po’ come le sigarette e il modo in cui appaiono qui e là.

    Dopo tutto se si rivolgessero solo alle donne che allattano il loro bacino di utenza sarebbe ristretto. Se invece ti rivolgi alle donne incinte o che ancora non sono neanche in attesa, hai un bacino vastissimo a cui attingere e che ti porterà frutti per decenni a venire.

    Quello che trovo interessante è come NESSUNO sembri aver apprezzato questo spot. Neanche i lettori della pagina FB della Mellin (come hai già visto tu stesso). Di solito a lamentarsi di questi spot ci sono i “soliti noti”, ma in questo caso lo spettro è davvero a 360°.
    Quindi, la Mellin deve scegliere meglio i suoi pubblicisti, in quanto hanno chiaramente toppato alla grande, o invece hanno scelto benissimo perché sono dei geni che hanno fatto parlare della pubblicità e del brand in questione?

    • Marcello Marchese

      Andrea, per quanto riguarda l’ultima considerazione, difficilmente potremo saperlo perché magari su Facebook si lamentano e poi al supermercato invece sono inconsciamente spinte a comprarlo.

      • Andrea

        Indubbiamente, ma faccio ad esempio il confronto con la campagna dei “primi 1000 giorni” che era stata accolta da tanti uuuuhhh e aaaahhh di soddisfazione (anche se però la campagna è durata relatiamente poco…)

  • Maria

    Forse l’unica cosa giusta che dice è proprio la frase “diventi mamma dal primo momento in cui lo sai” per il resto sono tutte cavolate. Se non siete d’accordo che diventi mamma dal primo momento in cui scopri di essere incinta…. Cosa sarebbe colei che porta in grembo il suo piccolo embrione che poi diventerà un bambino? Un contenitore?

  • Catia

    Si vede che sei un uomo….e le testimonianze scritte sono quelle delle supermamme che sanno tutto loro!!!! Da mamma di due bambini posso dirti che ogni neomamma inizia l’allattamento al seno ma non sempre tutto fila liscio e quando il latte manca e tuo figlio strilla, piange e non cresce corri di filato dal pediatra e gli dai quello che ti consiglia lui…..la Mellin può fare i salti mortali ma non c’è mamma al mondo che darebbe al proprio bimbo piccolo un prodotto scelto per pubblicità…..di questi tempi poi le mamme sono molto più informate che mai ed io non ci trovo tutti questi intrighi psicologici nella realizzazione di questo spot. Certo, come ogni pubblicità di qualunque genere si avvale di strumenti di persuasione, ma nel settore alimentare, per lattanti e non, gli inganni sono innumerevoli e provengono da ogni parte, anche da quelle apparentemente più autorevoli. Io ho seguito il mio istinto di mamma e il latte Mellin non l’ho mai comprato….ne ho comprato un’altro perché i miei bambini ne avevano bisogno e ho seguito il consiglio del pediatra…

    • Marcello Marchese

      Non sai quello che dici Catia, solo perché tu hai la forza mentale per fare le scelte giuste non significa che siano tutte come te. Sei tu stessa ad ammettere che gli inganni sono innumerevoli.

    • Andrea

      Catia,
      la tua testimonianza non c’entra con l’argomento della discussione. Non si parla della giustezza o meno del latte artificiale, né si parla di chi allatta o meno.
      Si parla invece di come la pubblicità veicola un certo messaggio e di chi è il target a cui si rivolgono.
      (Per inciso, se la Mellin sta spendendo un POZZO di soldi per questa campagna pubblicitaria, sono giustamente convinti che i soldi gli rientreranno con gli interessi).

  • moni

    Tutto giusto ma anche le mamme si devono svegliare. come si può pensare di dare ad un bambino il latte in polvere dopo 1 anno????? Pazzia pura

  • Giulia

    Complimenti per l’analisi dettagliata. In realtá ció che sfugge e´che lo spot é indirizzato solamente alle mamme che sembrano decerebrate. Io non comprerei mai un prodotto cosi’ perche’ come lo propongono loro sembra che una donna dopo che ha fatto un figlio perda l’intelletto ed attacca la dignitá femminile. Dallo spot sembra incompatibile essere madre, essere intelligente e nutrire correttamente il proprio figlio.

  • Erika

    Pubblicità orrenda ,la cosa che mi ha infastidito da subito appena l’ho vista, è stata l’associazione dell’istinto materno al latte in polvere, roba da rabbrividire!!!!!!!!!!!!
    da una mamma che allatta da 19 mesi.

  • Elisa

    Io, che mia figlia l’ho allattata fino a 3 anni, ho capito che c’era qualcosa che non andava nello spot quando ho sentito la parola istinto associata poi al barattolo del latte in polvere. Una stonatura non indifferente! Buuuu alla Mellin! Niente è meglio del latte materno e un biberon non potrà mai sostituire l’abbraccio e lo sguardo della mamma

  • Daniela

    Ciao sono mamma e sono psicologa….allora la pubblicità la trovo stupida…..il primo bagnetto e sbagli la temperatura….oddio l’avrà mica scottata o gelata povera creaturina, Vabbè scherzi a parte, io guardo spesso Rai yoyo e li la passano almeno 5 volte all’ ora …..vedete voi se non è persuasione questa…..

  • Mara

    Ho la sensazione che questo spot non avrà lunga vita, per il semplice motivo che è sbagliato e non incontra il gradimento del target né del pubblico in generale. A mio avviso gli espedienti utilizzati in termini di persuasione sono grezzi e mal declinati, Il testimonial, che dovrebbe essere prima di tutto credibile, appare evidentemente fuori ruolo nel maldestro tentativo di incarnare una mamma non giovanissima (forse in carriera?) che si culla però in atteggiamenti infantili. Oltre al messaggio più o meno occulto, chi si identifica in questa mamma in babydoll che a discapito della sua maturità anagrafica appare volutamente in difficoltà nel ruolo materno? La sua fallibilità non è rassicurante, è irritante. I commenti di tante mamme mi sembrano confermarlo. L’analisi sui contenuti di persuasione è molto puntuale, ma la confezione dello spot tende a invalidarli. La prima volta che l’ho visto, ho avuto un rifiuto istintivo, che non ho però approfondito. L’ho fatto grazie alle discussioni che sono sorte in rete, grazie anche ad articoli come questo.

  • luisa

    Seno della mamma praticamente piatto coperto da una fascia nera

    • Marcello Marchese

      Bellissima questa Luisa, grazie!

  • maria grazia

    allattate i vostri bambini finchè lo.chiedono. quella è la cosa più giusta, come natura.ci crea. E non sbaglierete mai!!!!

  • Sylvie

    Ho odiato questo spot al primo sguardo.
    Lei è fastidiosa e idiota, il simbolo della donna che tutto vuole realmente fare, tranne che la madre.
    Unico particolare in più che noto, sempre in rafforzamento del medesimo messaggio è l’ordine maniacale e la pulizia della cucina.
    In molti altri spot dove ci sono bimbi o famiglie, la cucina se non in disordine è almeno vissuta. La cucina di quella idiota sembra appena uscita dal punto vendita.
    Tutto perfettamente allineato, in ordine e pulito.
    D’altronde se non allatti hai più tempo per tutto, pulizie comprese.

  • Lidia

    Non mi è mai piaciuta questa pubblicità dalla prima volta che l’ho vista, lei mi era sembrata troppo falsa, anche per la voce…. Ora ho capito il perché!!! Io ho 3 figli che purtroppo sono cresciuti con il latte artificiale per problemi vari… Ma quanto mi sarebbe piaciuto non doverlo utilizzare… Soprattutto per il costo…

  • Eodardo

    Ottima analisi, non sapevo esistesse un gruppo FB dedicato alla persuasione, anch’io sono un appassionato, ti farò richiesta di iscrizione.
    Vorrei solo sottolineare una cosa che riguarda l’efficacia dello spot (sulla malafede a mio parere non si discute).
    Secondo me il fatto che questa pubblicità, come ho letto in alcuni commenti e constatato di persona tra i conoscenti, “non sia piaciuta a nessuno” non è a causa del contenuto in sé, perché le tecniche utilizzate sono molto ben studiate e adatte allo scopo.
    Il grosso errore tecnico che ha fatto la Mellin è stato quello di sottovalutare l’udito, senso che come dimostrato da diverse riscerche neuroscientifiche ha una grande influenza sulla persuasione.
    La mamma ha un accento marcato chiaramente del nord Italia e un timbro oggettivamente fastidioso. Pesno che la scelta di non utilizzare un attrice che parlasse in dizione fosse legata al target: mamme un po’ in là negli anni preferibilmente del nord. Infatti al nord è più facile trovare mamme meno legate alla tradizione, occupate a livello lavorativo e probabilmente con più soldi da spendere.
    Il fatto però è che l’accento sommato al timbro sollecita in tutti quelli a cui ho chiesto una reazione di fastidio, e io abito in Lombardia.

  • Alessandra

    Caro Marcello, grazie davvero x questo articolo.
    Sono una neo-mamma anche io, da 4 mesi, e allatto mio figlio al seno. Sebbene, fortunatamente, nn abbia ancora mai avuto necessità del latte in polvere non appena ho visto dalla prima volta questo spot c’è stato qualcosa che inconsciamente mi infastidiva. Soprattutto la frase ‘il primo bagnetto. .. fino alla parola grande guida’. Non voglio ripetermi su ciò che hai spiegato tu, ma da neo mamma ho pensato ‘magari questa donna dello spot non ha avuto possibilità di vivere l’allattamento al seno. E allora perché non specificarlo?
    Un saluto

  • marta

    penso che anche il fatto che nello spot compaiano solo la mamma e la bambina non sia casuale… probabilmente fa leva sulla sensazione di “solitudine” delle mamme nelle prime settimane del bimbo, quando magari il papà torna al lavoro, non contemplando e non promuovendo invece il sostegno da parte del papà in primis ma anche di altre figure vicine. dico invece che nelle fasi delicate dell’allattamento e in quei momenti in cui ti sembra di sbagliare tutto è fondamentale il supporto di queste persone. sicuramente ci sono davvero mamme che non hanno un compagno presente o una rete di appoggio…ma è davvero questa la prima soluzione? un’azienda come mellin potrebbe impiegare risorse in progetti che sensibilizzino e favoriscano il sostegno discreto ed affettuoso alle neomamme, per esempio… ripeto, secondo me l’assenza del papà nello spot non è casuale…

  • chiara

    io credo che sia tutto un po’ esagerato, da mamma di 2 figli e mezzo (in arrivo..) devo dire che ho scelto in base al mio istinto, a quello che fin da bimba pensavo avrei voluto fare , e affidandomi al pediatra o a una persona che ritenevo guida, come mamma o altro, ma al 99% ho deciso io e ancora lo faccio , come tutte le neomamme fanno di natura. ho allattato fino allo svezzamento (8 mesi) e poi proseguito integrando con latti in polvere (pediatra, consigli, passaparola etc etc) o latte vaccino dopo l’anno. ma alla nascita non ho avuto dubbi. VOLEVO allattare. tutto qui. come ho amiche che NON HANNO VOLUTO ALLATTARE. sono d’accordo, il latte lo abbiamo tutte, VOLENDO. benissimo. scelta loro. o si vuole perseguire la libera scelta di una mamma ? pensare che una mamma scelga come alimentare il figlio perché gli viene detto così dalla TV è offensivo per una qualunque donna dotata di ragionevole senno. sono altri i motivi per cui non lo si fa. condivisibili o meno. ma persomalissimi. in quanto alla legalità dell’azione , lasciamola in mano agli esperti, le norme vanno rispettate , concordo
    ma tutto il resto… vogliamo parlare di tutte le pubblicità coinvolgenti donne o bimbi o messaggi subliminali (99,9%)?????????? PARLIAMO DEGLI ASSORBENTI E RELATIVI SPOT?? ma per favore, dai!!!!!!!!!!!!

  • alice

    Latte crescita 3… 1 anno… a me fa pensare subito: “da 3 mesi ad 1 anno”. Inoltre, secondo me c’è anche una volontà ad incentivare le donne a diventare madri, come se fosse l’unica cosa che possa accadergli, quello per cui sono nate… avendo questo presunto “istinto materno” che si scatena non appena rimani incinta… parliamone…

  • Daniela

    Dunque, sono una di quelle madri profondamente irritate da questo spot.
    Ho allattato mia figlia per 2 anni, ma la prima volta che ho visto distrattamente questa pubblicità ricordo che la mia mente ha formulato un odioso pensiero “forse se avessi usato il latte in polvere avrei fatto del bene alla bambina”. Quindi direi che il messaggio che passa è proprio questo, se usi il latte in polvere fai il meglio per la tua creatura, non avrai mai il dubbio di aver sbagliato.
    Preciso che ho allattato così a lungo per una scelta ben precisa, consapevole e convinta che il latte materno fosse la cosa migliore, nonostante l’avvio dell’allattamento sia stato molto difficoltoso e i vari pediatri abbiano fatto diverse pressioni perchè desistessi.
    Rivedendo lo spot più volte mi sono chiesta anche “ma di quale tranquillità parla questa donna?” A 15 mesi i bambini sono belli che completamente svezzati da un pezzo (in particolar modo quelli che seguono lo schemino di svezzamento tradizionale con le pappine). Quindi ancora abbiamo bisogno del preci-nutri per essere sicure che nostro figlio assuma tutte le sostanze nutritive essenziali? Mi sembra chiaro che la pubblicità si rivolga a mamme con bambini più piccoli, o comunque a madri che smettono di allattare a 6 mesi o poco più, come consigliano i nostri amici pediatri.

  • charlie

    Secondo me avete pienamente ragione su tutto e poi quella li che fa la mamma non sa recitare,non sa parlare,e poi e` insopportabile . Io il Mellin non l ho mai preso

    • charlie

      vai Charlie sono d accordo con te,anche perché siamo la stessa persona

  • Cristina

    Io la vedo una strategia di marketing ad ampio raggio, non solo per la Mellin … cosa serve avere un apporto di vitamine, proteine e ferro in più a quello “normalmente” trasmesso dal latte materno? … è vero la bimba è gigante, sempre se alla bimba sia stato somministrato questo prodotto e, credo che l’istinto della sua mamma sia stato quello delle tante altre mamme che hanno lasciato un commento sulla pagina fb della Mellin e, quindi la sua costituzione sia una questione genetica… ma comunque, tendenzialmente oggi i bimbi risultano più grandi dell’età che effettivamente dovrebbero dimostrare e, chissà perché, questa crescita sproporzionata è strettamente correlata all’aumento di malattie come diabete, obesità, allergie alimentari e non solo … quindi questa strategia di marketing è ad ampio raggio, perché andrà a coinvolgere in maniera graduale altri settori e, in primis quello farmaceutico … viene insinuato il dubbio, quindi si prova a dare una prima soluzione che sicuramente porterà altri problemi che a loro volta daranno origine ad altre soluzioni … ed ecco che “la macchina” non smetterà mai di produrre problemi e soluzioni e, finché, noi comuni mortali, glielo permetteremo, questa non smetterà di creare problemi e soluzioni…

  • segreti

    Grazie Marcello, sei stato illuminante, anche se tutto questo si chiude in una parola sola: “marketing”

  • Chicca

    Ho odiato questo spot sin dal primo istante. E pensare che a mio figlio ho pure dato il latte Mellin (fino a un anno circa, poi ho smesso), per motivi che non sto ad elencare.
    Visto che si parla di messaggi subliminali, ho trovato da subito odioso il modo di parlare a cantilena che la protagonista usa per “ipnotizzare” le mamme in ascolto. Quando dice che “Mellin fa parteeeee… della nostra casa!” piega la testa sulla spalla. Può sembrare un gesto spontaneo, ma è un chiaro segno studiato a tavolino per suscitare simpatia, dolcezza, interesse in chi guarda, creando empatia.
    Quando guardo questi spot mi sale subito un po’ di incarognimento, lo ammetto… Ma subito dopo dico ammetto con mè stessa che tutti i soldi che Mellin spende per i suoi pubblicitari sono davvero spesi bene, perchè il loro lavoro lo fanno da dio. Non si limitano a pubblicizzare un prodotto, ad esaltarlo. No, riescono a suscitare un vero e proprio senso del bisogno, una sensazione che ci fa pensare “come ho fatto finora, a stare senza?”. Rabbrividisco all’idea che possano suscitare un senso di bisogno di questo prodotto anche alle mamme che allattano al seno.
    Tutto ciò ha del geniale misto a criminale. Non so se mi spiego.

  • Debora

    cosa ne pensate dell’anello giocattolo che viene infilato in quel cono a forma fallica? Anche quello secondo me vuole arrivare da qualche parte, però non mi spiego…. Dove?

  • Sandman

    Grazie Marcello per l’articolo. commento solo per aggiungere che un’altra cosa mi ha colpito dello spot. Nonostante la figlia abbia 15 mesi, la “neomamma” (perché questo sembra essere) indossa un abito premaman quando avrebbe potuto indossare qualsiasi altro tipo di abbigliamento, come se avesse partorito da poco o fosse nuovamente in attesa. L’abito premaman e la possibile pancia che mi incuriosiva (“sarà nuovamente incinta o ha un po’ di pancetta che nasconde sotto quel tipo di abito?”) si nota molto quando la mamma ha Amelie in braccio. Secondo me per avvicinare l’idea della neonatalità al latte in polvere della Mellin

  • Carla

    Avere più risorse si potrebbe fare un contro video, come fanno le mie figlie… una mamma che parla napoletano stretto e che suggerisce Mellin con una bambina obesissima in braccio… l’accento della madre è fastidiosissimo… quella pausa ad effetto finale, poi… e infine sottolineo la “tazza” usata in posizione biberon. Sulla confezione poi c’è scritto 23 tazze. 23? che numero è ?

  • CiurmaMom

    Interessante analisi, comunque trovo che sia una pubblicità in cui ci sono già sufficienti messaggi espliciti per rabbrividire.

  • Dafne Mure'

    Particolarmente interessante e’ la voce, il tono, che equivoca fra ‘stato confusionale’ (inebetito, da condizionamento papvloviano) e pura allegria dell'”unanime esperienza” non della guerra ungarettiana ma della maternità’, il tutto in un ‘perfetto lombardo’ subliminalmente piuttosto efficace…la mimesi e’ si’ regressiva rispetto all’ebete-neonato, ma anche, come avete detto, rispetto ad un drammatico profilo di neomamma sull’orlo dell’abisso, lo dico senza ironia. Sulle prime avevo pensato, dato che senz’altro “diabolico” (al limite dell’ “inumàno”), che ci fosse quella questione della “mamma sufficientemente buona” di Winnicott (in contrasto con mamme di tutt’altra perfezione presenti persino in preci-nutrì: questa e’ normale, più’ o meno, quanto mento perché’ piena di dubbi e apparentemente priva di una tradizione materna cui appoggiarsi), ma mi pare cervellotico. Sicuramente però’ è’ meno giovane di altre e perciò’ ancora più’ tragicamente disorientata (“vecchie” senza saggezza e senza madre, sole col loro barattolo?). Dopo la tranquillità’ del barattolo, comunque, Michela sembra più’ giovane, ma andrebbe rivisto bene negli ultimi fotogrammi. E’ uno spot ‘criminale’ da qualsiasi punto di vista.

  • Daniele Mariotto

    Mi piace questa analisi delle pubblicità,
    È bello che tu faccia questo format sul blog.
    Continua cosi

  • Paola

    Io allatto solo ed esclusivamente al seno, non sono un’esperta ma questa pubblicità mi ha fatto venire la pelle d’oca dalla prima volta che l’ho sentita.. Ecco il vero istinto di mamma!! Ora grazie a voi mi sono anche spiegata i motivi.

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